DONNA E GRAVIDANZA

IL PARTO DOLCE IN ACQUA
VERE EMOZIONI DI UNA DONNA, MAMMA, CHE RACCONTA L'ESPERIENZA DEL PARTO IN ACQUA (OSPEDALE PUBBLICO A CITTIGLIO PROVINCIA VARESE)

E' quasi mezzanotte, Jonathan ( il mio primogenito di 2 anni ) si è appena addormentato sul lettone. E' un po' tardi, ma oggi è andata così: dopo un cartone animato ed una favola, c'è voluta una seppur stonata STELLA STELLINA , LA NOTTE SI AVVICINA, LA LUNA TRABALLA, SON TUTTI NELLA STALLA... per addormentarlo e per addormentarmi, se non fosse per Alex( 2 mesi), che mi richiama all'ordine come un orologio: è l'ora della poppata. Mi siedo col bimbo in braccio e guardandolo penso a fissare per sempre nella mia memoria le emozioni che provo ed ho provato con la sua nascita, a veder crescere i miei bimbi è una bella soddisfazione, tutto ciò ricompensa pienamente la mia scelta, una scelta importante, prendo carta e penna e scrivo...
L'essere casalinga e madre non era certo all'apice di quella piramide, che tanto decantava l'insegnante di comunicazione durante il corso per diventare Responsabile nelle piccole - medie imprese, dove si incoraggiava ad essere ambiziosi, per fare carrriera e raggiungere il vertice. Io ho fatto il percorso al rovescio: avevo un ottimo lavoro, una certa posizione, un sostanzioso stipendio e ho mollato tutto per fare la mamma a tempo pieno. Comunque, l'avventura che voglio raccontare è la nascita del mio secondogenito Alex.
E' stata un'esperienza speciale: per 24 ore sono stata trattata come una principessa, in uno straordinario ospedale pubblico . In questa Italia, dove si parla spesso di malasanità, c'è un angolo di paradiso: si chiama La stanza della cicogna e si trova a Cittiglio (Varese).
Questa Stanza è statta creata nel reparto maternità ed è costituita da un miniappartamento : due locali più servizi con le pareti tinteggiate in color arancio, parquet e arredi accoglienti ( tavolo, quattro sedie, divano letto per ospitare il primo figlio, poltrone e tende alle finestre). Nella camera, il letto matrimoniale, una cabina armadio e una vasca enorme. Poi: impianto stereo, tv ed aria condizionata. Il tutto degno di una Suite di un Hotel a 5 stelle, il tutto degno per una donna che deve partorire e che deve ricordare questo momento tutta la vita.
Arriva finalmente il mio momento: mi si rompono le acque. Alex sta per arrivare e corro in ospedale con mio marito. L'ostetrica mi accoglie alle 09.30 del mattino e mi fa bere l'olio di ricino e prevede l'ora esatta in cui il mio bambino verrà al mondo: le 18.30 e così è stato.
Finalmente posso entrare nella Stanza della Cicogna: apro la porta e... è tutta illuminata da candele , la musica New Age in sottofondo e , nell'aria, profumo di lavanda, la mia essenza preferita. L'ostetrica mi dice: "Qui è casa tua, puoi fare tutto quello che vuoi". Così, come una bambina, provo i giochi che ci sono nella stanza: mi siedo sull'enorme palla, mi dondolo attaccata ad una liana... Poi, quando arriva il momento, entro nella grande vasca. Le tre ostetrice mi vegliano come angeli custodi, mi massaggiano la schiena . Nessuno mi impone niente, riesco a liberare tutti i miei istinti, ora sono una donna, ora un leone, un momento sono docile e subito dopo mi sento un drago: faccio un balzo nell'acqua e tutti si allontanano. Chiedo silenzio, mi devo concentrare. Cavalco il dolore come un'onda che sale, sale e pi discende. Accompagno il movimento con il canto per neutralizzare il male che sento, e accovacciata nella vasca, vedo che timidamente sbuca il mio cucciolo, lo accarezzo dolcemente e lo dondolo nell'acqua per una buona mezzora. Nessuno me lo porta via per la solita routine, nessuno mi fa fretta. Quando io lo decido, usciamo e le ostetriche, pronte , ci avvolgono in asciugamani ben caldi. Attacco subito Alex al seno e aspetto che il cordone ombelicale smetta di battere, e dopo un'altra mezzoretta , il papà lo taglia. E io faccio un ultimo sforzo per epellere la placenta. E' a forma di cuore, l'ostetrica mi chiede se la voglio far incorniciare o preferisco sotterrarla in giardino e dar vita ad una pianta.
Intanto, mi hanno raggiunto Jonathan e i mie cari, che nel salottino, accanto alla stanza, stavano già festeggiando con pasticcini e spumante. Jonathan ha seguito Alex per il primo bagnetto. Durante il parto, oltre a mio marito, la mamma, la zia, la nonna ... mi sono rimaste accanto. Ora, dopo che le ostetriche mi hanno lavata, profumata e vestita, sono pronta a ricevere tutti gli altri. Pasticcini non ne sono rimasti, ma dalla cucina mi dicono che è pronto un bel piatto di pastasciutta per me e mio marito.
Salutati i parenti, andiamo a dormire tutti insieme nel lettone che per l'occasione è vestito d'azzurro con lenzuola di seta e lino.
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Chiara V.
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